Il bosco della perdizione di Marco TrogiLa mattinata era stata triste e monotona, galleggiavo da un pò di tempo là in fondo all'anima, incapace di darmi una scossa lasciandomi andare per il giorno,come quei fiumi inquinati senza più uno sbocco ed ero ormai ad un passo da farmi monaco,deciso a sparire nel silenzio di un monastero in quell'ordine delle cose scandite dal tempo,nella misticità degli eventi,anche quotidiani, che coinvolgono il respiro dello spirito.Senza volerlo inciampai nei miei passi a perdere e mi ritrovai a Porta Nolana di Napoli,in quello spazio temporale dove la vita dei vicoli si trasforma in casbah e ogni muro si trasforma in un orecchio,tra gli ambulanti che ti vendono ogni genere di mercanzia made dai 5 continenti ,tra i tradizionali banchetti di pesce e di prodotti mediterranei.Ma a Porta Nolana si vende anche del sesso a buon mercato, buono per le tasche di qualche studente o pensionato o professionista di notte in libera uscita,o qualche marito in canna...ma di solito sono " vecchie lumache spumose", ruderi già a 30 anni che battono per sopravvivere,con l' illusione portata addosso di uscirne da quell'incubo,di abbandonare prima o poi quel palcoscenico dove sono solo "oggetti di piacere",ma sono solo comparse,fantasmi che la vita lascia ai margini.In questo tran tran di manichini che se ne vanno per il giorno,giorno dopo giorno,inciampano tanti luoghi comuni come quello che gli arabi non bevono alcol o che le loro donne portano il velo se non il burka,bugie dei media,sconfessate dalle donne arabe di varia etnia che battono con le nuove arrivate dell'est ,o meglio dire turco-albanesi, e africane e qualche rara italiana,per lo più tossica o sbandata.L'unico razzismo in questo girone dantesco è la cattiveria delle arabe,che tengono ai margini le "modelle africane" che di solito sono le più belle e statuarie,modelle sprecate sulla strada che sarebbero invece fattrici doc per una razza elitaria se mescolate al sangue europeo...Ma lasciando da parte le mie utopie di nuovi ordini o egorazzismi, dicevo...quel giorno mi ritrovai a Porta Nolana di riserva,con lo sguardo rivolto chissà dove...quando la vidi! Era bellissima nelle sue linee ambrate,morbide, curve sensuali che ti incantavano al primo sguardo e che ti eccitavano il sangue,era come la carezza del rasoio sulla pelle o la doccia fredda in una giornata di gelo. Infatti la mia pelle brividava gelatando la ragione perché lei mi piaceva mi piaceva mi piaceva molto...La volevo!Così la comprai dopo un breve parlare,patteggiando il prezzo di un'ora,mentre ci avviammo in uno di quelli alberghi ad ore per consumare il pasto d'amore.L'albergo era squallido ma pulito,pagai la cameriera di piano per il cambio delle lenzuola ed entrammo nella camera...la guardai a lungo fin dentro l'anima tanto che lei ne ebbe paura,perché già la stavo possedendo in un altro tempo e in un'altra vita,n'ero stregato!Poi cominciai a spogliarla piano piano, con gusto e cominciai a baciare il suo seno acerbo,mordicchiandole i capezzoli,mentre gli aprivo i jeans...la feci scivolare sul letto e glieli tirai via buttandoli su una sedia,per un altro attimo la guardai mordendomi le labbra ,perché quei suoi occhi belli profondi dovevano stordirmi come Adamo quando morse la mela, ma infine gli sfilai le mutandine nere e cominciai a spogliarmi anch'io,attirato dal suo pagliaio d'amore...La raggiunsi sul letto e per un altro attimo la osservai mentre l'abbracciavo con la mano destra le carezzavo la figa,mentre mi si rizzava il respiro :era stupenda e bastarda come una lolita!Poteva avere poco più di 18 anni,massimo 20, bella,ambrata,senza un filo di grasso, insomma una femmina spumosa, calda,quasi nuova,da consumare per il gusto nella solitudine del momento.Era bella e si chiamava Rosita,una meticcia araba-napoletana,venduta a 15 anni dalla madre ad un vecchio bavoso,che l'aveva anche sposata per darle la cittadinanza italiana,ma poi era finita sulla strada,come la madre,a soddisfare le voglie dei passanti,srotolati dalle angosce della vita...questi erano i pensieri che come rondò musicali ronzavano nella mente mentre scendevo le scale dell'albergo,rituffandomi nella casbah...

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