
capitolo decimo-Pollo alla cacciatora alla veneta
In quei giorni m’ero ubriacato di una mulatta chiara,una creola,di Capoverde,assai sensuale da drizzarti il respiro solo con uno sguardo.Aveva una bocca da succhio,car nosa come la metà di una pesca che lasciava spazio al’immaginazione di quei giochi che si possono fare in una vasca da bagno oppure negli ascensori delle università o al limite della perversione in confessionale con una collegiale.Le cosce calde e senza grasso,ma in car ne e il fondoschiena tocco da camionista e quel vestito bianco,a campana su quella pelle a nutella,completavano quel desiderio che si mordicchiava la lingua,pregustando il pasto.Quel giorno alla villam,in assenza di frate Tac,si offerse di cucinare Il politico Grondano che propose pollo alla cacciatra alla veneta.Allettati dalla carne gli fu concesso di procedere all’uccisionedel pollo e quindi alla preparazione del piatto veneto,non avendo altre richieste diverse da quella proposta.Erano in giorni del dopo golpe e post consigliari laddòve s’erano gettate le basi del Nuovo Ordine Fattoriale e c’erano bagliori di nuovi fermenti nella fattoria,si respirava la restaurazione democratica dei neo-progressisti della Cosa Rossa.La colonizzazione territoriale da parte dei partenopei estrametropolitani stava procedendo in modo sistematico a colpi di presunte innovazioni e delocalizzazioni e con la stesura di nuovi organigrammi a cantiere sempre aperto,perché continui erano gli scambi di ruolo e di funzioni dei vari attori della fattoria.
Gli unici ruoli fissi erano quelli del Direttore tutelato,Il presidente File,la Web Cam golpista,Grondano il contadino,Tac il cuoco,mentre tutti noi altri eravano soltanto delle comparse comparse a gettone,più la partecipazione a titolo gratuito del Gatto napoletano al quale erano stati promessi terreni agricoli sui monti di Albania.Ma ritorniamo a quel giorno del pollo alla cacciatora alla veneta,variante alla veneta…il pollo della fattoria fu ammazzato,spennato in acqua calda,fatto a pezzi e buttato in casseruola,per essere cucinato alla veneta.Quando fu l’ora del pranzo la nostra curiosità aumentò man mano che aumentava la fame,io come al solito ero un po’ prevenuto come tutti i figli mammoni,e ultimamente non vedevo Grondano molto raffinato nei suoi gesti, pur riconoscendogli una Cultura alimentare e culinaria,ma sono aperto ai gusti nuovi,mi basta che non ci siano sulla mia strada bucce di pomodoro.
La tavola fu apparecchiata e mentre si aspettava questo piatto alla veneta, la casa ci offrì da bere,ma ultimamente il vino era sgradevole al mio palato,sapeva di sidro mielificato,tantè che il management della villam aveva pensato di venderlo nella Gallia Francese dove il sidro
andava giù a litri.Purtroppo era stato scambiato il fiano di Pratula per oro ma ormai il vino stava ridiventando nettare e forse la sua fine era di essere imbottigliato come sidro da esporto.Arrivò Grondano con i piatti…era il primo,spaghetti al sugo di pollo alla cacciatora alla veneta,sughi che non gradisco molto perché un po’ dolciastri,per me il sugo è il Ragù e basta!,comunque ero un ospite e il galateo non mi consentiva di evaderlo e poi era senza bucce…appena diedi uno sguardo ai piatti notai che qualcosa non andava…sulla cima della collinetta di spaghetti c’era un pezzo di pollo di scarto,pensai…la Guerra era finita l’8 settembre ,poi eravamo stati occupati dai coca cola jazzisti,l’ultima carestia c’era stata nel tardo “900…perché Grondano aveva rovinato quel piatto?Avevo la conferma che Grondano, pur avendo ancora ma non so per quanto la sapienza della cucina aveva perso la raffinatezza della stessa,che con la bontà dei prodotti e la passione ed arte del cuoco sono alla base di una buona cucina che poi fa la tradizione.
Quel pezzo di resti di pollo sugli spaghetti era come una macchia su un muro appena imbiancato.
Notai una certa sorpresa negli sguardi di tutti ma…ma…quello che ebbe la peggio fu la Web Cam golpista…sulla collinetta degli spaghetti del suo piatto,nascosta al primo sguardo da una manciata di sugo…appariva come in una alba di nebbia la testa mozzata del pollo che alla fantasia di noi altri…almeno la mia…appariva come la testa mozzata di Golia…ed era una visione da brivido culinario,un orrendo scherzo del destino tra la causalità e un “fatto apposta”,una punizione ed un avvertimento per i golpisti nell’uno e nell’altro caso,
e ancora oggi non oso immaginare quale portata sarebbe stata servita per…l’Ape regina.Era Grondano ancora un esponente della Rosa Rossa, tanto era stato il suo ardire anche se casuale di quel messaggio culinario ai golpisti partenopei Non metropoletani?

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