lunedì 6 settembre 2010

#Il pranzo col Dogmatico Integralista

Il pranzo col Dogmatico Integralista

capitolo secondo-Non ho mai amato chi pontifica dal pulpito mentre cerca di radiolizzarti la mente e nel contempo vorrebbe farti sembrare un nano,nascondendosi dietro lo scudo dei massimi sistemi che non hanno mai interessato la gente comune o gli ignavi di turno,
che in comune hanno un'unica esigenza,che poi è quella naturale di riempirsi lo stomaco e di riempirlo ai propri figli.Il dogmatico sedeva di fronte a me al tavolo della Fattoria,molto elegante e griffato,abbigliamento che faceva a pugni con la sua sociologia da radical chic,seppure avesse origini di sinistra e pagato dazio per queste scelte battagliere nei tempi del Furore,tantè che quella figura sprigionava anche del rispetto che raccoglievo nel mio sguardo,ma come ho detto non mi piacciono i Savonarola tutta piazza e parole...Si mangiava trofie col pesto in onore dell'ospite,il Dogmatico,e si parlava cercando di conoscerci quando il Direttore cercandomi sul Milan fece precipitare il discorso sul Presidente Berlusconi.Calcolando male la mia statura,ritenendomi l'idiota tipo da stadio,l'africano di certa filmografia da vascio napoletano...cerco di farmi un sermone usa e getta sul Presidente ed i suoi "amici"e il che mi infastidì subito tantè che risposi a quel fuoco di parole che sembravano belati del"68 al tempo del liceo.
Perchè da tempo m'ero fatto una mia idea su quei moti studenteschi e su quella protesta francese di piazza contro la Nato(guardate
i filmati dell'epoca all'inizio della rivolta studentesca ed i cartelli contro la Nato)e m'ero convinto che il Sistema vistosi attaccato, aveva reagito sciogliendo le briglia alla protesta e l'aveva cavalcata, e nel contempo trasformata in quella contro il sistema borghese,mentre senza perdere tempo aveva già infiltrato radical chic,caporioni e capomastri e molte pecore al seguito.Molti di questi poi ubriacati dall'ideale s'erano fatto risucchiare dal vortice dei moti del tempo che fu del Furore,consapevolmente o non avevano pagato pegno e almeno per questo meritavano rispetto,come il Dogmatico.Un pò perchè mi aveva sottovalutato,non stimandomi,ricadendo sempre nel loro più grande e ripetitivo errore di non considerare l'avversario anche quando può all'apparenza sembrare il nulla, e un pò perchè quelli come lui avevano fatto da sponda agli "invasori atlantici",leggittimando così la loro violenta reazione, motivandola dall'imminente pericolo rosso o nero per l'ordine costituito che poteva arrivare dai vari gruppi armati che si stavano costituendo ma che già avevano infiltrato per proprio uso,come oggi con le "rivoluzioni" viola o arancione e prima ancora Solidarnosch'con l'elettricista utile idiota in mano agli stessi, ed in Italia coi "misteri Italiani",non ultimo il caso Moro.Certo ognuno nella Fattoria aveva una storia che io cercavo di imparare senza mai oltrepassare il loro privato,ma il Dogmatico insisteva nel trattarmi da studentello,prolisso com'era mi voleva fare una lezione di cronaca sulla recente Storia Italiana,al chè gli feci notare che nè il borsalino nè la maglia lacoste potevano essere i paladini della lotta contro i massimi sistemi e che se era griffato lui...io potevo tenermi il mio Milan ed anche il presidente Berlusconi,anzi il Direttore gli rimarcò che non doveva neanche fare il pieno per la sua auto alla stazione del carburante se le sue filippiche tendevano a boicottare i massimi sistemi,ed io convenivo,anzi mi doveva spiegare perchè al tempo della guerra del Vietnam una canzone"C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e Rolling Stones"cantata da Gianni Morandi e scritta da autori italiani Migliacci_Lusini nessuno di loro se la filava e se cantata dall'americana Baez diventava l'emblema o il vessillo di quella strana gioventù senza divisa ma tenuti già al laccio dal Burattinaio che aveva già scritto il copione ed affidato le parti...a ciascuno la sua!

Nessun commento: