lunedì 6 settembre 2010

#A Facenda isca Muller

La gramigna in Ecclesia de Sancti Pratule

capitolo 4-Dopo un primo periodo di isolamento,anche esistenziale,monotonia rotta solo dalla venuta delle pecore,La Villam fu un via vai di consorterie all'apparenza eterogenee tra loro ma unite da una sottile rete di interessi che marciavano sullo stesso obiettivo,seppure per rotte diverse,come le famose convergenze parallele del cristo ritrovato cadavere a via Gaetani in una Reanualt Rossa.Specialità della Casa era la solidarietà che mal si amalgamava con la porpora cardinalizia e con i laici istituzionali,più portati alle cene di gala e agli affari che alle carità,meglio lasciare questo ingrato compito alle consorterie dell'impegno sociale e solidale,evitando così al Palazzo le processioni della petulante gleba del 2000 e nel contempo a stringere per il collo le consorterie solidali, attraverso il flusso e la gestione dei fondi.Questo via vai misto di interessi se da un lato disegnava fantastici orizzonti e rendeva i sogni più che una speranza,dall'altro lato cominciava a seminare
gramigna tra gli ospiti della Villam,specialmente tra gli attori ufficiali del progetto,e non attori,imbarcati per altre vie e competenze mai palesate dai responsabili istituzionali della Villam.E poichè molti dei dirigenti e degli ospiti non ufficiali avevano avuto esperienze comuni
nelle consorterie sociali ,questi soggetti erano portati a fare muro verso gli altri attori della Villam che non avevano avuto le stesse esperienze di vita e quando c'era da schierarsi su un problema,anche semplice di quotidianità.All'inizio non ci avevo dato peso,anche perchè
essendo un individualista convinto pensavo che ero io a dovermi adattare al sistema ,ma fatti successivi ed a ripetizione,dettagli quotidiani ma i dettagli firmano una storia,cominciavano a darmi fastidio e mi irritavano l'anima.Come certi risolini o sguardi che si scambiavano tra di loro quando si rimarcava questo disagio che stava nascendo tra gli ospiti della Villam,questo dare ordini a questo o quello,decidere dei compiti del singolo,proporli ad altre mansioni,e non ultimo,ma quel giorno non c'ero a tavola,e riporto per sentito dire da Frate Tac e dal Direttore che disse di non preoccuparmi,e non ultimo dicevo...la proposta del Cuoco presidente,nuovo presidente,di dare una retribuzione
all'ospite e consulente esterno,Il grafico su proposta del Il politico,decurtandola dalle nostre paghe.Niente di personale ma era una proposta indecente sotto tutti i punti vista:primo perchè era esluso daale norme,secondo la faceva un presidente di una consorteria solidale che doveva salvaguardare i diritti dei lavoratori e dei soggetti a rischio,che era poi la linfa che leggittimava la sua stessa esistenza,terzo la Villam non era un collettivo studentesco, nè una Comune dove il primo che si alzava faceva proclami e cambiava le regole del gioco,perchè se poi le regole del gioco andavano cambiate lo si doveva portare a conoscenza dei finanziatori del progetto.Questa gramigna buttata sul tavolo non fece che alimentare i rancori ed i sospetti anche stupidi che stavano uscendo dal sonno e che ora potevano dare fuoco alle polveri.Quando sei in mare aperto un buon capitano sa che non può cambiare l'equipaggio o le regole dell'ingaggio,rischia l'ammutinamento, e l'apatia del singolo che può sentirsi addosso sentimenti che forse neanche ci sono, ma che come la pietra gettata nel lago va a formare cerchi all'infinito di sospetti e paure e quindi di odio.Questi episodi rafforzavano in me la convizione che determinate esperienze ideologiche quando si insinuavano nel DNA mentale di un individuo non vanno più via,poi giocoforza, l'istinto alla sopravvivenza ti porta ad accettare le regole del gioco e quelle Entità, che fino allora avevi combattuto,blandito,e che sono ancora oggetto di scherno nei momenti conviviali con i "compagni di sbronza",ma cosa ancora più grave,e lo sentivo sulla mia pelle,la loro saccenteria con i "diversi ideologici"o i ghibellini in viaggio,quel loro sentirsi superiori come gli ebrei,come l'unto del signore,per leggittimare le frustazioni del loro fallimento ideologico e scaricarle soprattutto su quei soggetti che erano stati usati come vessilli per le lotte di classe ed ora per progetti solidali o per scrivere pagine di sociologia e di psicanalisi sociale,sfuggendo alle analitiche geometrie dell'Uomo,progammato nella esistenzialità matematica della Natura, ma zavorrata dalle sue paure. Erano davvero lontano da quegli "uomini antichi "che si erano battuti col cuore per i diritti civili di tutti gli uomini ,erano solo copie di quelle illusioni e di quelle speranze,copie come Noi tutti,ma almeno io ne sono consapevole e per questo vivo la vita come in una Hosteria.

Nessun commento: